60° Targa Florio
Fotolibro di Federico Marino
Nonostante recensire un fotolibro possa sembrare strano dal momento che le foto o sono state fatte bene ed interessanti….o non lo sono…. nel caso del doppio album che Federico Marino ha dedicato alla sessantesima edizione della Targa Florio, diviso tra le giornate delle prove e quella della gara, la recensione diviene più complessa e necessariamente più articolata perché le immagini selezionate dall’autore non si limitano alla “sterile” anche se interessante esposizione delle auto protagoniste, ma vanno ben oltre. Sfogliando le tante pagine appare evidente come i veri protagonisti siano i piloti, l’entourage immortalato ed ovviamente il pubblico.
La Targa Florio del 1976 ha perso la sua validità mondiale e oltre a qualche partecipazione “continentale” come quelle della Cambiaghi, di Facetti, Schoen, Ballestrieri e e loro auto, risaltano le figure dei tanti piloti di casa, circondati dai tanti amici che rappresentavano in queste ultime edizioni la maggior parte degli spettatori. Facile per gli appassionati “non più giovani”…. riconoscerle distribuite nelle 665 pagine complessive dell’opera e senz’altro ammirare come Federico Marino è stato capace di coglierne negli sguardi e negli atteggiamenti lo spirito che animava i concorrenti isolani, nelle belle foto, è il caso di dire “istantanee. Le auto non sono le vere protagoniste dei due libri ma sono tutte presenti e spicca il gran numero di gran turismo presenti, vetture sicuramente più accessibili ai tanti piloti privati che negli ultimi quattro anni “non mondiali” arricchivano in maniera determinante il numero degli iscritti.
Federico Marino nelle primissime pagine del volume 1 racconta brevemente la sua storia professionale, nata come spesso accade dall’avere avuto un padre appassionato sia di auto da corsa che di fotografia e di averne seguito l’imprinting fino ad diventare egli stesso un fotografo professionista. La prefazione dell’opera è di Armando Floridia, protagonista delle ultime nove edizioni della Targa Florio e vincitore insieme ad Eugenio Renna della sessantesima. I testi sono in italiano ed inglese, le foto, veramente belle ed inedite, sono come già detto tutte scatti in bianco nero di Federico.
Il due volumi che compongono l’opera non sono vendibili singolarmente e si possono acquistare direttamente in negozio da Effe Model in via Zandonai 58 Palermo o scrivendo ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . I fratelli Filippone, grandi amici di Federico Marino hanno sostenuto e promosso questa bellissima e nostalgica iniziativa libraria.
« The Swiss Wiz » racconta la storia di Edi Wyss, una incredibile storia che attraversa dal 1969 l’arco temporale del motor racing che tutti noi amiamo, abbracciando in pratica tutte le specialità, dalla Can Am ad Indianapolis, dal campionato mondiale marche alla Formula 1, lavorando al fianco di piloti come Jo Siffert, Herbert Muller, Clay Regazzoni, Joakim Bonnier, per concludersi ai giorni nostri con la creazione della ”Edi Wyss Engineering” , una factory nata per conservare e preservare la memoria delle auto da corsa.
Tagapedia ha collaborato con gli autori nel raccontare l’esperienza nella Targa Florio del 1971 di Edy Wiss meccanico di Alain De Cadenet.
"The Swiss Wiz" era il soprannome di Edi Wyss quando lavorava alla McLaren come meccanico da corsa per Denny Hulme nel 1969. Il gioco di parole evoca in inglese "il mago Svizzero ”, che caratterizza esattamente ciò che è stato più apprezzato di lui, la sua assoluta padronanza della tecnica artigianato e il suo modo pratico di trovare rapidamente una soluzione creativa per ogni problema nell'auto da corsa.
Nella sua autobiografia, Edi Wyss racconta come la sua passione per le auto da corsa e sportive lo abbia portato, in giovane età, prima alla scena delle corse svizzere e poi al circo internazionale delle corse in tutto il mondo. Ha avuto successi con maggio delle personalità con cui ha lavorato, tra cui Joakim Bonnier, Denny Hulme, Andrea de Adamich, Peter Gethin, Alain de Cadenet, David Weir, Gordon Johncock, Herbert Müller, Jo Marquart, Clay Regazzoni e Peter Sauber. Fu profondamente colpito dalla perdita di due amici e conoscenti particolarmente stretti, Bruce McLaren e Jo Siffert. Dopo progetti avventurosi come progettista di auto sportive da corsa, è tornato nell'Oberland di Zurigo dove, nel "Moschthüsli", un'officina contadina convertita, ha creato una piccola officina molto speciale dove collezionisti di auto sportive e da corsa storiche di alto livello hanno le loro auto preziose restaurate e curate.
Il libro offre uno sguardo dietro le scene delle corse negli anni '60 e '70, la scena delle corse in forte espansione con veicoli storici degli ultimi anni e l'attività di restauro di auto sportive di alta qualità ai giorni nostri. Fa appello ai lettori su diversi livelli, poiché in uno stile molto personale, Edi Wyss rivede la sua storia di vita in quattro fasi. Come partecipante diretto, può fornire commenti autentici sulle numerose immagini, alcune delle quali sono pubblicate qui per la prima volta, spesso con un luccichio negli occhi. Dal punto di vista storico, i testi informativi descrivono l'organizzazione e il carattere delle discipline agonistiche in cui Edi era coinvolto. I suoi compagni contribuiscono ulteriormente, episodi memorabili al trambusto colorato della scena. Il suo personale "diario di gara tabulare dal 1969 al 1989" traccia i suoi incarichi di meccanico di gara e l'elenco delle duecento Ferrari che sono passate per mano a Edi Wyss Engineering completano il quadro della sua straordinaria carriera.
Il libro offre molte immagini inedite e racconta la storia personale di un addetto ai lavori che, come meccanico, costruttore di macchine da corsa e restauratore di auto da corsa e sportive, ha lottato raggiungere la perfezione durante cinque decenni. Pur essendo edito in lingua tedesca il libro è corredato da centinaia di foto bellissime ed inedite, che da sole raccontano la vita di Edi Wyss.












